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Grazie ai divi, essere verdi è diventato "cool"

Grazie ai divi, essere verdi è  diventato "cool" - FmgRadioBlog
Lo strumento che Hollywood ha escogitato per salvarsi l'anima.

Si sa che i premi Oscar sono anche questo, e puntualmente, una volta l'anno, sprechi faraonici, frenesie del box office ed eccessi divistici sono messi da parte per consentire a un'industria che sguazza nei miliardi di mostrare al mondo che il cinema ha un cuore e un'anima, magari anche una coscienza; e se questa coincide con il "senso comune" che prevale in quel momento, tanto di guadagnato.
E' successo con "Rain Man" e "Forrest Gump", con "Schindler's List" e "Million dollar baby", con i molti capolavori con un cote' edificante che hanno avuto buon gioco su altri film stilisticamente piu' convincenti ma meno "popolari". Ed e' accaduto quest'anno con il documentario di Al Gore (ex vicepresidente ed ex candidato alla Casa Bianca) "Una scomoda verita'", che illustra senza retorica e con argomenti convincenti il futuro poco confortante che aspetta il pianeta, se il ritmo della dissipazione ambientale continuera' ad essere quello di oggi.
Ma la statuetta dorata viene a sancire quello che e' un trend ormai consolidato, a Hollywood. Sono molte le celebrita' che hanno scelto di sventolare il vessillo dell'ecologia, associando il proprio nome a iniziative ambientaliste. Tantissimi divi, affrettandosi a farlo sapere, hanno rinunciato alla limousine pacchiana in favore dell'auto ibrida (che monta un motore a benzina e un altro elettrico): si va da Charlize Theron a Tom Hanks, Julia Roberts, David Duchovny, Patricia Arquette, Danny DeVito. Quasi tutti hanno montato pannelli solari sul tetto delle loro ville, alcuni anche prima che questo divenisse motivo di encomio sociale. E il gioco funziona nei due sensi: oltre a giovarsi di una indubbia pubblicita', le star fanno proseliti e di fatto indicano che uno stile di vita non improntato allo spreco di risorse, che abbia come obiettivo la tutela del nostro malconcio pianeta, puo' persino essere di moda.
"Che si tratti di moda o di tendenza culturale, resta il fatto che l'industria cinematografica e' in grado di comunicare a un pubblico globale idee che possono innescare un cambiamento", ha dello alla Reuters Debbie Levin, presidente della Environmental Media Association, che si occupa di promuovere le tematiche "verdi" all'interno dell'industria del cinema. Qualcuno e' stato piu' svelto a fiutare il cambiamento: e' il caso di Cameroon Diaz, che in tv ha fatto centro con "Trippin", il programma per Mtv nel quale insieme a un gruppo di amici gira il mondo, dal Cile al Parco di Yellowstone, predicando il verbo ecologista e puntando il dito contro gli "ecomostri": niente hotel a 5 stelle, nessuno codazzo di assistenti e "sherpa", zaino in spalla e via. Grazie a lei, lo stile di vita ecosostenibile e' diventato "cool".
Ma la lista e' lunga, e non mancano fra le star gli ecologisti della prima ora. Come Robert Redford, da trent'anni nel consiglio di amministrazione del Natural Resources Defense Council, vincitore nel 1993 del premio per la Giornata della Terra. Il prossimo aprile, sul suo canale televisivo Sundance TV, debutta il programma "The green", dedicato interamente all'ambiente. Leonardo Di Caprio, nel 1998, ha creato una fondazione che porta il suo nome, la cui "mission" e' quella di promuovere la consapevolezza ambientale, guida un'auto ibrida e sta scrivendo e producendo un documentario sul riscaldamento globale dal titolo "L'undicesima ora". Brad Pitt, invece, e' co-fondatore di un concorso per la progettazione di venti abitazioni ecocompatibili da costruire a New Orleans.
Sting ha creato nel 1989 la Rainforest Foundation, per la protezione della foresta pluviale e delle popolazioni che la abitano, mentre Harrison Ford e' vicepresidente of Conservation International, ha dato il proprio nome a una nuova specie di formica del centroamerica e ha vinto nel 2002 il Global Environmental Citizen Award. Pierce Brosnan, l'ex James Bond, e' interessato alla tutela dei mammiferi marini ed e' portavoce della campagna del Natural Resources Defense Council contro i danni causati alle balene dai sonar della Marina. Cate Blachett vuole dotare la sede della Sydney Theatre Company di pannelli solari e di sistemi per la raccolta e il riutilizzo dell'acqua piovana.
Daryl Hannah si e' fatta persino arrestare, nel giugno del 2006, per aver preso parte a un sit in su un albero durato 23 giorni: l'obiettivo era salvare un giardino pubblico di Los Angeles.

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